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LEGGI REGIONALI
in materia di cartografia e sistemi informativi territoriali

Regione VENETO

LEGGE
Argomento
Titolo
VENETO / L. n.28 del 16.07.1976
Formazione della Carta Tecnica Regionale
Disposizioni in materia di cartografia e di sistema cartografico e geografico regionale
VENETO / L. n.11 del 23.04.2004
Norme per il governo del territorio/Sistema Informativo territoriale (stralcio)
Norme per il governo del territorio

 

LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 16-07-1976
REGIONE VENETO

Formazione della carta tecnica regionale

Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE VENETO
N. 32 del 19 luglio 1976

ARTICOLO 1
La Regione Veneta, per promuovere un più razionale assetto del proprio territorio ai fini della programmazione regionale, cura, anche in concorso con altri Enti pubblici, la redazione, la diffusione e l' aggiornamento della carta tecnica regionale, nonchè di carte tematiche e di altre elaborazioni ricavabili da riprese aerofotogrammetriche, con il rispetto delle attribuzioni degli organi cartografici dello Stato di cui alla legge 2 febbraio 1960, n. 68, e con la osservanza delle norme di cui al regio decreto 22 luglio 1939, n. 1732.

ARTICOLO 2
La Giunta regionale, sentiti i Comuni, le Province, i Comprensori e le Comunità Montane territorialmente interessati, individua, previo parere della Commissione Tecnica Regionale di cui all' art. 8 della legge regionale 10 dicembre 1973, n. 27, e della competente Commissione consiliare, le parti del territorio regionale per le quali si ritiene necessario disporre della cartografia e definisce i relativi rapporti di rappresentazione, stabilendo altresì l' ordine di priorità nella restituzione cartografica delle riprese aerofotogrammetriche.
Nella formulazione dell' ordine di priorità , si terrà conto, nell' ambito delle disponibilità di bilancio e per quanto compatibile con gli indirizzi della programmazione regionale, delle opportunità espresse formalmente dai Comuni, dalle Province, dai Comprensori e dalle Comunità Montane in merito alla realizzazione di una corretta pianificazione del proprio territorio, con particolare riferimento alle esigenze relative all' assolvimento degli obblighi derivanti dalle vigenti leggi, nonchè degli eventuali impegni di compartecipazione volontaria alla spesa della restituzione cartografica che gli Enti sopraindicati ritengano di poter assumere.

ARTICOLO 3
Gli Enti di cui al precedente articolo trasmettono alla Regione la deliberazione con la quale vengono manifestate le proprie esigenze in ordine alla realizzazione della cartografia e viene eventualmente assunto l' impegno a sostenere le spese relative alla restituzione cartografica.
In tale ipotesi i rapporti con gli Enti di cui al precedente articolo sono regolati da apposite convenzioni approvate con deliberazione della Giunta regionale.

ARTICOLO 4
L' aggiudicazione alle imprese dei lotti territoriali individuati secondo il programma e le priorità di cui al precedente articolo 2 si svolgerà a cura della Giunta regionale secondo le procedure previste dalla legislazione vigente in materia di lavori pubblici.
Il relativo capitolato speciale d' appalto è approvato, sentita la competente Commissione consiliare, dalla Giunta regionale entro 4 mesi dall' entrata in vigore della presente legge.
La Giunta regionale può avvalersi di consulenze specializzate per gli studi preparatori, i controlli, i collaudi e le altre necessità inerenti alla formazione della carta tecnica regionale.

ARTICOLO 5
I Comuni, le Province, i Comprensori, le Comunità Montane, gli Istituti Universitari e di ricerca, nonchè altri Enti pubblici possono richiedere a fini di studio l' uso temporaneo o la cessione delle fotocopie su carta dei fotogrammi risultanti dalle riprese aerofotogrammetriche.
La Regione accoglie le richieste degli Enti suddetti nel rispetto delle norme di cui al regio decreto 22 luglio 1939, n. 1732, e compatibilmente con le proprie esigenze di utilizzazione delle fotocopie.
La concessione in uso temporaneo è gratuita, mentre la cessione definitiva è onerosa. In ogni caso le condizioni sono regolate da apposita convenzione, approvata con deliberazione della Giunta regionale, sulla base del disciplinare di cui al comma successivo.
Con apposito disciplinare da emanarsi non oltre 6 mesi dall' entrata in vigore della presente legge, da parte della Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, saranno determinate le condizioni per la concessione dell' uso temporaneo e la cessione delle copie dei fotogrammi agli Enti ed Istituti di cui al primo comma.
Il disciplinare determinerà altresì , nel rispetto delle norme di cui alla legge 2 febbraio 1960, n. 68, le condizioni per la cessione, a chiunque ne faccia richiesta, dei fogli della carta tecnica regionale ed i relativi prezzi a titolo di parziale rimborso degli oneri sostenuti dalla Regione, nonché le modalità per la revisione degli stessi.
Con riferimento al comma precedente, condizioni di privilegio dovranno essere previste per gli Enti di cui all' art. 2, in misura crescente rispetto al decrescere della densità di popolazione calcolata a livello comunale.

ARTICOLO 6
In dipendenza delle disposizioni contenute agli artt. 2 e 5 della presente legge, sarà istituito nello stato di previsione della entrata del Bilancio della Regione per gli esercizi 1977, 1978, 1979, 1980, apposito capitolo così denominato: << Proventi derivanti dal concorso nella spesa per la formazione della Carta Tecnica Regionale >>.

ARTICOLO 7
Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge, previsti in complessive L. 2.900 milioni si fa fronte:
- per l' esercizio 1976: L. 100 milioni mediante riduzione di pari importo del cap. 7250 (fondo globale per il finanziamento di spese in conto capitale derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di formazione - partita: << primo finanziamento legge - progetto >>);
- per gli esercizi successivi mediante iscrizione nei relativi bilanci di previsione dei seguenti stanziamenti coperti con incrementi di entrate derivanti dall' art. 8 della legge 16 maggio 1970, n. 281, nonchè con i proventi introitati dalla Regione ai sensi degli artt. 2 e 5 della presente legge:
- esercizio 1977: L. 700 milioni;
- esercizio 1978: L. 700 milioni;
- esercizio 1979: L. 700 milioni;
- esercizio 1980: L. 700 milioni.
Le somme non impegnate in un esercizio potranno essere utilizzate in quelli successivi.

ARTICOLO 8
Allo stato di previsione della spesa del bilancio per l' esercizio finanziario 1976 sono apportate le seguenti variazioni:
Allo stato di previsione della spesa del bilancio per l' esercizio finanziario 1976 sono apportate le seguenti variazioni:
In diminuzione:
- Cap. 7250 (<< Fondo globale per il finanziamento di spese in conto capitale derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di formazione, partita: primo finanziamento egge - progetto >>): Lire 100 milioni;

Allo stato di previsione della spesa del bilancio per l' esercizio finanziario 1976 sono apportate le seguenti variazioni:
OMISSIS
In aumento:
- Cap. 6645 (<< Spese per la formazione della carta tecnica regionale >>), capitolo di nuova istituzione: Lire 100 milioni.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneta. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Veneta.

Data a Venezia, addì 16 luglio 1976

 

LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 23-04-2004
REGIONE VENETO

Norme per il governo del territorio

Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE VENETO
N. 45
del 27 aprile 2004

(Stralcio)

ARTICOLO 2
Contenuti e finalità.
1. La presente legge stabilisce criteri, indirizzi, metodi e contenuti degli strumenti di pianificazione, per il raggiungimento delle seguenti finalità:
a) promozione e realizzazione di uno sviluppo sostenibile e durevole, finalizzato a soddisfare le necessità di crescita e di benessere dei cittadini, senza pregiudizio per la qualità della vita delle generazioni future, nel rispetto delle risorse naturali;
b) tutela delle identità storico-culturali e della qualità degli insediamenti urbani ed extraurbani, attraverso la riqualificazione e il recupero edilizio ed ambientale degli aggregati esistenti, con particolare riferimento alla salvaguardia e valorizzazione dei centri storici;
c) tutela del paesaggio rurale, montano e delle aree di importanza naturalistica;
d) utilizzo di nuove risorse territoriali solo quando non esistano alternative alla riorganizzazione e riqualificazione del tessuto insediativo esistente;
e) messa in sicurezza degli abitati e del territorio dai rischi sismici e di dissesto idrogeologico;
f) coordinamento delle dinamiche del territorio regionale con le politiche di sviluppo nazionali ed europee.

2. Le finalità di cui al comma 1 sono perseguite, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, adeguatezza, ed efficienza, mediante:
a) la semplificazione dei procedimenti di pianificazione, con riduzione di tempi e con garanzia di trasparenza e partecipazione;
b) l’adozione e l’utilizzo di un sistema informativo territoriale unificato e accessibile, al fine di disporre di elementi conoscitivi raffrontabili;
c) il coinvolgimento dei cittadini, delle rappresentanze economico-sociali e delle associazioni individuate ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 "Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale" e successive modificazioni, alla formazione degli strumenti di pianificazione e alle scelte che incidono sull'uso delle risorse ambientali;
d) il riconoscimento in capo ai comuni della responsabilità diretta nella gestione del proprio territorio.

 

 

 

 
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